5.9.02
devo essere pratica. vivere il mondo in cui vivo.
si.
ok.
essere pratica: alcuni mantra
"godersi l'amore. sentire la gioia" (R.O.). a proposito, "gioia divisa è gioia doppia" (I Ching). "aloof, unaviable ice-queen" (Bridget). e poi, come si dice da queste parti: l'amore, la vicinanza, l'affetto estremamente forte.la biciclettina.
essere pratica: pieghe inaspettate
-quella dei capelli di piuli, in primis (ah ah. scusa piu).
-quella della risoluzione che mi dimostro ultimamente, del tutto inaspettata per un budino come me.
-quella delle mie sensazioni. prendiamo questa mattina ad esempio.
questa mattina
mi sono svegliata (dopo chissà quali sogni: ma no wonder,ieri sera prima di dormire ho guardato l'ultimo pezzo di allie mc beal..) verso le sei e mezza. c'era già un po' di sano traffico, un po' di buio, e nel semisilenzio sentivo la vicina che tossiva, attraverso la parete. insomma, me ne stavo lì e la immaginavo a letto che tossicchiava rigirandosi, e mi immaginavo di alzarmi, bussare, e portarle un bicchiere di latte e miele.
perchè quando non si sta bene non è tanto bello essere soli. e non alle sei e mezza del mattino.
comunque non avevo miele, e solo latte scaduto, e, proseguendo nel mio sogno ad occhi aperti, immaginavo di venir mandata affanculo seduta stante, per cui mi sono girata dall'altra parte e ciao.
quando poi sono uscita, sono venuta al lavoro a piedi. oh. devo fare una parentesi..
parentesi
"qualcuno" mi ha attaccato questa antipatia per i mezzi pubblici, che in realtà ho usato per una vita. ora mi viene da ridere, perchè penso che quel qualcuno, sempre molto restio a) alle novità b) all'atm appunto oggi è arrivato qui in metro, fin dalla lontana moscova, e stupendosi anche del mio stupore.
evabbè.
dicevo, mi sono incamminata. via ripamonti, giù oltre il ponte e poi viale sabotino.
ecco, mi sono resa conto ad un certo punto di sfuggire gli sguardi delle persone che incrociavo camminando, di tenere gli occhi a terra.
mi sono resa conto che è il modo in cui vado in giro sempre.
ma non da sempre. mm.
e così, ho alzato gli occhi ed ho iniziato a guardarmi intorno, apertamente. e ho visto:
un signore tutto elegante alla fermata del tram, che leggeva la gazzetta con aria divertita e aveva la faccia da ragazzino in realtà.
il 24, il 29 e una macchina partire contemporaneamente da tre diverse vie, e riuscire ad incastrarsi talmente bene proprio nel mezzo dell'incrocio, ma talmente bene, che nessuno dei tre riusciva più a muoversi e sono rimasti lì. suonavano loro, suonavano quelli dietro, e il deng deng deng del 24, e la gente per strada camminava guardando lì, e tutti avevano espressioni molto divertite.
quelli a piedi, ovviamente.
sembravano tutti bambini.
ho comprato la brioche con la marmellata nella solita panetteria, 65 centesimi giusti giusti.
sono andata avanti ancora nel coro di clacson - ma c'era come un silenzio irreale "intorno", non so se mi spiego. una ragazzina in motorino è scivolata sul mix binari/pavè, e giuro non ha fatto alcun rumore. un capannello di persone l'ha subito circondata chiedendo "ti sei fatta male?". lei aveva il broncio, grandi occhi chiari, e si puliva i pantaloni, bagnati dalla pucia che c'era per terra. ho pensato: è preoccupata per i pantaloni, ma si asciugheranno. non si è fatta male. ero contenta che le persone andassero subito ad aiutarla. volevo avvicinarmi anche io e dire, andiamo a prendere un caffè!
sono andata infine nel solito bar sull'angolo, dove la solita sciura mi ha fatto il solito cappuccio imbevibile, e c'era la solita tizia con il solito enorme mostruoso pittbull sdraiato in mezzo alla sala, con il suo odore che si sentiva fin da fuori, e masticava -il pitbull- delle robe rosa sparse per terra: forse un bambino, forse le gengive del pitbull, o magari una brioche straziata, ma in ogni caso non era un bello spettacolo.
poi è entrata una signora ed ha chiesto che la aiutassimo, perchè la figlia si è appena trasferita a milano, ed è andata a lavorare dicendo: mamma, vai a farmi la spesa.
e la signora poverina non sapeva dove fosse un supermercato.
allora le è stato fatto un elenco completo di tutti i supermercati del circondario.
è uscita senza consumare: credo che in altri bar di milano le avrebbero dato fuoco per molto meno.
bar
ho una fascinazione per i bar. se c'è ancora qualcuno là fuori che non lo sa, un mio massimo desiderio sarebbe svegliarmi uomo, per una volta; un uomo molto grosso. uscire di casa la sera, verso le dieci. da solo. tanto sono un uomo. un uomo molto grosso. e andare in un bar. qualcuno gioca a scopa, qualcuno guarda la partita. entro in questo bar, c'è fumo, sono tutti uomini: ma sono uomo anch'io. e grosso. per cui dopo la prima occhiata, al mio ingresso, tutti distolgono lo sguardo, non vengono a rompere, non fanno commenti. mi siedo, con una birra e la gazzetta dello sport, e me ne sto lì.
ecco, questo è uno dei miei più grandi sogni.
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