13.5.08

+ x - = -
ovvero "talenti che oggi vorrei"

- non so montare a neve gli albumi. li lascio fuori dal frigo un po', aggiungo un pizzico di sale, faccio tutto quello va fatto: ma niente, viene una schiumina balenga e la torta ovviamente resta loffia.
e son problemi (beh io me la mangio tutta lo stesso, però non ditelo a certi miei amici).

- non so trattare con i fruttivendoli del mercato. questa categoria è ancora in grado di rigirarmisi intorno al dito. giro per ore fra le bancarelle valutando - non la frutta - bensì quale dei venditori abbia l'aspetto più innocuo. poi vado:
lirene:- volevo un cestino di fragole.
fruttivendolo:- un chilo di?
lirene:- fragole. un cestino, non un chilo.
frut (perentorio, porgendomi una fetta di melone):- assaggia.
li:- buono!
frut:- te ne do uno?
li:- eh ma quanto costa? siamo a maggio...
frut (brusco):- lo vuoi?
li:- quanto costa 2)?
frut:- eh dipende dal peso (e infila un melone nel mio sacchetto)
li: - (attonita, succube, tapina. taccio e pago.) ...

9.5.08

funziona



Ti basterà lavare i piatti, imburrare un toast, lavarti i denti o fare un giro in strada.

5.5.08

post scurrile
io dico: scegli dove vuoi andare, finchè puoi.
e poi non scelgo mai un tubo.
non sono neanche capace di organizzare la gita all'hammam con lalau, per dire.
sono chiacchiere e distintivo.

Q- vieni da me a pranzo?
A- eh ma mi mo.
uff.
ma quanto mi stufo.
il fatto è che la mia vita è avvolta nell'indeterminatezza, e non ho neanche voglia di stare a spiegarvi in che senso. dubito anche delle pochissime certezze che ho.
ho dei pensieri che sembrano montagne.

Q- ma adesso cosa fai?
A- eh, le traduzioni. sai quei regesti...
Q- ah.
sempre ah. del resto, con una presentazione così accattivante: i puntini, "le traduzioni". suona come "ho portato un cocomero".
lo so che dovrei argomentare, dire: no guarda, in realtà è un progetto molto bello. guarda, in realtà questo era il lavoro che. il lavoro che punto.
invece niente, la mia bocca si chiude. non ho voglia di spiegare niente a nessuno.

macino, faccio, so di mostrare pochissimo entusiasmo. è che cerco di mimetizzarmi sul fondo a guardar passare il resto, perchè comunque le botte vanno ma i segni no, e ci son mille scossettine di assestamento che, alla fine, diciamo che rompono anche un po' i coglioni eh.

ho guardato il mare e mi è salita una specie di rabbia e ho pensato che tre giorni al mare non bastano, non bastano più.

devo ricordarmi di tenere le spalle dritte, devo farmi qualche sana camminata delle mie, devo avere dei bei pensieri positivi porcocazzo, leggere gialli e fumetti, mangiare frutta, guardare dei bei film, parlare con persone che non conosco tipo la vecchia dietro al bancone in una piccola città, ridere, ridere, ridere.

23.4.08

l'unica conclusione a cui sono giunta è: tagliare i capelli.
poi, il mare.